Benché coscienti che le decisioni più importanti riguardanti i problemi causati dall’espansione dei grandi predatori saranno prese a livello federale e internazionale, da parte nostra ci impegniamo ogni giorno per informare correttamente la popolazione e le autorità sulle peculiarità del nostro sistema di allevamento e sull’inconciliabilità dello stesso con l’espansione dei grandi predatori ed in particolare del lupo.

Cosa ci prefiggiamo:

  • Mantenere e difendere il sistema tradizionale di gestione di pecore e capre in Ticino che bene si adatta alla morfologia del nostro territorio, che assicura benessere agli animali e che permette di ottenere prodotti di alta qualità.
  • Sostenere gli allevatori che subiscono danni a causa dei grandi predatori e richiedere allo Stato che oltre agli animali predati vengano risarcite anche le spese collaterali (ricerca animali, diversa gestione dell’azienda, …).
  • Assicurare un futuro alle regioni di montagna in modo che possano mantenersi vitali grazie all’allevamento, agli alpeggi, al turismo, all’artigianato, allo sport a vantaggio anche di coloro che vivono negli agglomerati urbani.
  • Quantificare e informare sui costi per lo Stato e gli allevatori a causa della protezione e della promozione dei grandi predatori come applicate finora.
  • Informare la popolazione e le autorità in modo che conoscano i vantaggi del nostro sistema tradizionale di gestione degli animali da reddito e la sua inconciliabilità con l’espansione dei grandi predatori.
  • Collaborare con i rappresentanti degli allevatori, altre organizzazioni che perseguono gli stessi obiettivi, politici e autorità attente alla salvaguardia dell’allevamento e della vita nelle nostre vallate.
  • Conoscere la situazione delle regioni svizzere e internazionali dove i grandi predatori sono più diffusi e, nell’ambito dell’Associazione svizzera, aderire ad azioni per fare fronte comune allo stesso problema.
  • Seguire l’iter amministrativo e politico, prendere posizione sulle consultazioni per modifiche di leggi e ordinanze, chiedere l’aggiornamento della dichiarazione di Berna in rapporto alla nuova situazione europea e curare i contatti con gli ambienti politici e con i media.