Lettera aperta al WWF

Lettera aperta al WWF della Svizzera Italiana

Sul sito del WWF della Svizzera Italiana è uscita recentemente una presa di posizione che mi ha fatto sobbalzare (5 febbraio 2017, Salviamo lupo e pecora). Non perché si ribadiscono concetti che ben conosciamo e che dal loro punto di vista possono essere compresi. Mi ha fatto sobbalzare, perché si raccontano fatti non veritieri.
Eccone alcuni:
“ Nella zona tra Faido e Bodio c’è una presenza stabile di singoli lupi dal 2003.”
Secondo i dati dell’Ufficio caccia e pesca il lupo M11 ha predato in Val Leventina dal 2003 al 2009; poi di quel lupo non si hanno più dati.
A partire da quell’anno e fino al mese di aprile del 2012 è stato presente un secondo lupo denominato M26. Da quel momento alla fine di gennaio 2017 in Val Leventina non vi sono più state né predazioni né avvistamenti.
Falsa l’affermazione quindi, a meno che il WWF abbia, tra Bodio e Faido, degli avvistatori fissi che operano meglio degli operatori dell’Ufficio caccia e pesca e di chi esegue il DNA dei campioni dei capi predati.
“Il lupo è un animale selvatico che ha sempre vissuto in Svizzera.”
Falso anche questo, poichè secondo dati storici mai contestati, nell’Ottocento l’ultimo lupo in Svizzera è stato abbattuto nel 1871 mentre nel secolo scorso la prima predazione attribuita al lupo è del 1998. Oltre un secolo senza lupi.
“Questo animale è essenziale per l’ecosistema delle Alpi svizzere”.
Occorre almeno chiedersi se durante gli oltre 100 anni in cui in Svizzera non sono stati presenti lupi, i cambiamenti ambientali verificatesi proprio durante questo periodo, spesso con gravi squilibri ecologici, siano dovuti all’assenza dei grandi predatori !
“Il WWF da anni fa conoscere ad agricoltori le varie soluzioni per proteggere le greggi”
Varie è un termine plurale. Invece si cita una sola soluzione. Eccola:
“I cani sono degli strumenti molto validi per tenere lontano i lupi. Infatti lì dove vengono utilizzati, il lupo non colpisce.”
Falso anche questo.
Secondo i rapporti del CeCoTI e dell’Ufficio caccia e pesca negli anni 2004 – 2008 su un alpe della Val Bedretto sorvegliato da cani da protezione e da un pastore, sono stati sbranati, in diverse occasioni, una quindicina di ovini mentre parecchi altri capi sono scomparsi senza lasciare tracce.
E` vero che senza i cani da protezione, i danni sarebbero stati probabilmente più elevati, ma scrivere che “dove vengono utilizzati i cani, il lupo non colpisce” è falso.
Dalla Francia giunge la notizia che nel 2015 un branco di lupi ha sbranato un cane da protezione.
Sempre dalla Francia una statistica dice che mentre nel 2010 i lupi avevano predato 600 animali in greggi protetti e 3500 in greggi non protetti, nel 2015 la situazione si è capovolta: 500 animali predati in greggi non protetti e 7’800 animali predati in greggi custoditi con cani da protezione e pastori. Inoltre se 7 anni fa i lupi colpivano soprattutto di notte, oggi riescono a predare sia di notte che di giorno, poiché si sono adattati alla presenza dei cani da protezione e riescono ad evadere la sorveglianza con nuovi stratagemmi.
Siamo onesti, signori del WWF, e poi magari ci si potrà anche confrontare da due punti di vista differenti: voi dal punto di vista della natura che sa autoregolarsi sempre e ovunque, noi dalla parte degli allevatori che dalla natura, rispettata e amata da secoli, traggono da vivere per sé e la loro famiglia e offrono alimenti apprezzati da molte persone a chilometro zero.
Mi auguro solo di non vivere abbastanza da dover assistere a un’aggressione da lupo in Ticino, poiché è vero che solitamente il lupo è un animale che non attacca l’uomo, ma in determinate circostanze, purtroppo, è capitato e capita anche questo.
E` successo ad esempio negli Appennini dove tra gli anni 2011 – 2016 sono stati segnalati una dozzina di aggressioni, alcune con ferimento.
Ma c’è di più: una ricerca storica condotta da quattro ricercatori della Società Italiana di Scienze naturali di Milano ha accertato, nella Padania centrale, la morte di 60 persone, soprattutto fanciulli, aggrediti da lupi, negli anni 1801 – 1825.
Quindi smettiamola di deformare la realtà e di proporre ai bambini delle nostre scuole elementari di reinventare la favola di Cappuccetto rosso con il lupo buono che aiuta la nonna, la bambina e il cacciatore.
Il lupo è un predatore e come tale va affrontato.

Armando Donati, presidente ATsenzaGP

Fonti:
– Documenti Ufficio caccia e pesca, canton Ticino
– Rapporti CeCoTI anni 2004 – 2009
– Marzio Barelli, Lupi, orsi, linci e lupi, ed. Jam, 2005.
– Atti del convegno nazionale “Dalla parte del lupo” , Parma, 9 – 10 ottobre 1992
– F. Zunino, Lupo e rischio di aggressione all’uomo: verità, bugie e mistificazioni, 2016